Checking Invoices

di Claudia Marabita

L’anonimato serve a essere riconoscibili.

La caption sulla bio di Instagram recita: “anonymous duo based nowhere”. Il volto e il corpo sempre interamente coperti da tute all over metallizzate, o lucide, immancabili le stampe animalier e i colori accesi.
Scelgono i luoghi più suggestivi e inusuali per farsi immortalare in città – ma quale città? – mentre sfoggiano gli outfit più sofisticati e i pezzi più cool dalle collezioni maggiormente in voga, come perfetti fashion blogger. Ma con un piccolo particolare: nessuno sa chi sono.

Grinch stole Christmas 🎄 #checkinginvoices #prada #pradaornada

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L’account Instagram @checking_invoices è attivo da un anno e ha già seimila followers, destinati a crescere, e ancora nemmeno duecento post: il duo ha cominciato a postare le foto di look bizzarri e pose surreali scattate dentro le mura di uno studio, o di un appartamento, per poi uscire allo scoperto e diventare la nuova icona dello street style.

Checking invoices, che letteralmente significa “verificare le fatture” lascia intuire che il duo faccia parte degli addetti ai lavori della moda, le voci dicono che si tratti di una coppia di fashion editor.
Ma cosa importa l’identità? La moda non è forse il mezzo che tutti usiamo per camuffarci, per ritagliarci ruoli, costruire personaggi, inventare nuove personalità?

🔥Versacing that papaya For @oddamagazine #checkinginvoices #Versace

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Nella corsa all’affermazione personale e alla visibilità a cui Instagram spinge a partecipare, nell’era della celebrazione assoluta del selfie, forse ciò che funziona è il paradosso: essere anonimi per essere riconoscibili. Cancellare l’identità per indossarne una nuova, o mescolarne diverse.

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