Jon Burgerman

di Claudia Marabita

L’immaginazione infinita di Jon Burgerman.

Inglese d’origine, newyorkese d’adozione, Jon Burgerman ha una laurea in Fine Art alla Nottingham Trent University ed è uno dei doodler più importanti del mondo. Penne, matite e pennarelli sono i suoi compagni d’avventura – come egli stesso scrive nel suo libro “Pens are my friends” uscito nel 2008 – e li porta con sé ovunque, per “scarabocchiare” la realtà.
Per Jon, disegnare è un’azione potente, perché permette di catapultarsi, con un semplice tratto di matita, dentro universi nuovi e sorprendenti. E di raccontare storie fatte di personaggi buffi, allegri, irresistibili.
Tra le molteplici qualità creative di Jon Burgerman c’è quella di dare personalità agli oggetti inanimati. E così, sul suo profilo Instagram una patatina al formaggio diventa il Presidente degli Stati Uniti, una tortilla ripiena implora di non essere mangiata, e la metropolitana si anima di personaggi davvero strani e interessanti.

Sei spesso definito “uno dei più grandi doodler del mondo”. Cosa significa veramente essere un doodler?

Questa è un’ottima domanda. Per me un doodle può essere qualunque cosa. Non è semplicemente un disegno: un doodle è più come avere un’idea veloce e divertente, e vederla evolversi.
Così un doodle può nascere uno scarabocchio che fai mentre sei sovrappensiero, da una melodia che stai canticchiando, o mentre impasti con le dita un mucchietto di Play-doh.

Come nutri la tua fervida immaginazione? Dove trovi l’ispirazione per il tuo fantastico lavoro?

L’ispirazione può nascere da qualsiasi cosa: la curiosità è ciò che la nutre. Perciò la si può trovare su libri, riviste, musica, film, persone, posti, cibi, culture, paesi… ovunque! Dappertutto! E’ necessario soltanto di essere aperti, con la mente, con il cuore, e… ehm… con gli occhi. Perciò tenete gli occhi aperti!

Le tue Instagram Stories sono state presentate in una mostra alla Tate Modern l’anno scorso. I social media come Instagram e Snapchat hanno cambiato il tuo modo di esprimerti? E se sì, come lo hanno fatto?

I social media rappresentano un nuovo mezzo per esprimermi. Posso essere più diretto con un ampio gruppo di persone, e penso che questo sia davvero interessante e apra molte opportunità e spunti di conversazione. Un artista ha bisogno di persone che vedano il proprio lavoro, e che ne facciano esperienza. Le piattaforme come Instagram sono veramente funzionali a questo scopo.

Secondo te, quale sarà il ruolo dei social media nell’arte contemporanea nell’immediato futuro?

I social hanno già un enorme impatto nell’arte, ma è nella cultura popolare che stanno avendo un impatto davvero massiccio. Nel futuro vedo più esperienze d’arte puramente digitali e a distanza, come visitare una mostra dall’altra parte del mondo attraverso la realtà virtuale.

Ci sono dei personaggi che ti piace disegnare più degli altri?

Mi piace disegnare il mio hot dog dude con lo smartphone, perché è allo stesso tempo così veloce e soddisfacente!

Qual è stato il momento più divertente della tua carriera?

Non riesco a ricordare quale, ma ricordo di aver vinto un premio, e di essere al secondo posto, quindi qualcosa come una medaglia d’argento. Poi, quando ho ricevuto il premio, ho capito che era in realtà una competizione per i bambini. Ho pensato che fosse abbastanza divertente! Non ho idea di come sia successo!

“Allow your imagination to be a raw material.” Jon Burgerman ♥

Spread love. #itsgreattocreate #jonburgerman #animation #newyorkcity #valentines #fun #heartbroken #heart

A post shared by Jon Burgerman (@jonburgerman) on

The leeks are real. #itsgreattocreate #leaks #potus #trump #donaldtrump #cheesedoodle #america #russia #animation

A post shared by Jon Burgerman (@jonburgerman) on