Julian Glander

di Claudia Marabita

Il mondo soffice e rassicurante di Julian Glander.

Julian Glander crede profondamente nel fatto che il desiderio inconscio di ognuno sia quello di tornare nel grembo materno. Per questo crea mondi soffici, popolati da simpatici blob colorati, animali fantastici e giocattoli cool. Questo universo rassicurante, frutto della fantasia di Julian, è l’esatta antitesi della realtà, sempre più caotica e disordinata. L’illustratore trae ispirazione dai cartoni animati realizzati in claymation e dalla sua collezione di sintetizzatori bizzarri, e le sue GIF hanno attirato l’attenzione di moltissimi brand, da Starbucks a Disney. Artista, videomaker, sviluppatore di app e videogiochi, Julian Glander è una forza creativa inarrestabile: non si può mai sapere cosa gli frulla in testa.

Il tuo mondo è fatto di caramelle colorate e slime arcobaleno. Come trai l’ispirazione per creare questo incredibile universo?

Credo che la mia ispirazione provenga da un desiderio di comfort, è un mix fra la nostalgia della mia infanzia (che è stata un’epoca d’oro per lo slime nell’intrattenimento) e tutto ciò che è semplicemente soffice, accessibile e rassicurante. Il mio lavoro è volto a provocare un effetto immediato e calmante, perché il mondo, al contrario, è così caotico e confuso!
Ogni volta che leggo le notizie o interagisco con la cultura popolare, sento la testa che mi scoppia, e so che molte altre persone si sentono allo stesso modo. Perciò cerco almeno di creare una piccola isola di pace e di tregua momentanea, anche se è solo un minuscolo spazio della dimensione di un post su Instagram.
Credo abbastanza fermamente nell’idea freudiana che tutti, in fondo, vorremmo tornare nel grembo materno.

Quali strumenti utilizzi per il tuo lavoro? E qual è il processo creativo che ti porta al risultato finale?

Uso un programma open-source di modellazione 3D che si chiama Blender. Gran parte del mio lavoro è il risultato di me che cerco di creare cose che vorrei avere davvero nella mia vita – giocattoli cool, animaletti divertenti che potrei tenere come animali domestici o amici, stanze carine in cui mi piacerebbe vivere.
Dal lato tecnico, il mio lavoro comincia sempre dalla combinazione di forme geometriche semplici, e continua con l’aggiunta di dettagli sempre maggiori, finché non è finito. Direi che spendo forse il 70% del tempo per scegliere e modificare le tavolozze dei colori.

OMW – Julian Glander


Perché hai scelto la GIF come mezzo espressivo prediletto? Quando è iniziata la tua passione per le GIF animate?

Quando ho cominciato a lavorare come illustratore, qualche anno fa, ho trovato molto difficile distinguermi online – credo che ogni illustratore si senta in questo modo. Ogni volta che aggiungevo del movimento alle mie illustrazioni, queste venivano accolte meglio su Tumblr e si diffondevano con più facilità, e tutto ciò succedeva giusto al momento in cui i brand stavano cominciando a guardare con interesse alle GIF animate. Così naturalmente ho proseguito verso quella direzione. Tutto il mio lavoro si evolve in questo modo, lo vedo come un dialogo tra me e la piccola comunità online di cui faccio parte. In definitiva, non ho scelto le GIF… le GIF hanno scelto me.

Il tuo lavoro si ispira alla claymation. Quali sono i cartoni di clay animation che preferisci?

Gumby e Purple and Brown! Di recente mi è stata mostrata una serie australiana veramente fuori di testa chiamata Plasmo.

STREET DEMON from JULIAN GLANDER on Vimeo.

Cosa ti ha ispirato a creare ROY G BIV, l’app che trasforma i colori in musica?

Ho una piccola collezione di sintetizzatori bizzarri: il mio preferito è l’Otamatone, un giocattolo musicale giapponese che sembra un ibrido tra una nota musicale e uno spermatozoo cantante – se non lo conoscete, vi prego di cercarlo! Perciò ho voluto dare anche il mio piccolo contributo al novero degli strumenti originali. Sfortunatamente, ROY G BIV è stato rimosso dall’app store di recente, perché non ho aggiornato il mio account come sviluppatore. Forse c’è del nuovo all’orizzonte, ma da perte mia non si può mai sapere!

Che tipo di musica ascolti?

Shoegaze, dream pop e le girl band anni Sessanta – insomma, tutto ciò che abbia una bella melodia, e un suono ovattato con un’alta componente di distorsione. Per me, Loveless di My Bloody Valentine e Leader of the Pack di The Shangri-Las sono gli album più belli di tutti i tempi.

Catching up on content – Julian Glander “The story of my life; maybe the story of all of our lives. “